Cina vs Tesla, l’azienda americana accusata di spionaggio internazionale – Vivere Smart

Cina vs Tesla, l’azienda americana accusata di spionaggio internazionale

Pechino accusa Elon Musk di spionaggio, insinuando che le telecamere delle auto registrino immagini per poi trasmetterle a Washington. Un’accusa fortissima che mette in bilico il mercato di Tesla in Cina, che ha venduto circa 140 milioni di Model 3 nella nazione asiatica. Che effetto avrà questa accusa?

Lo Stato cinese ha proibito a chiunque lavori nel settore della Pubblica amministrazione o comunque al governo centrale di guidare auto Tesla. Cerchiamo di capire meglio come è andata.

Come in 007, Tesla spia la Cina

La notizia, che ha stravolto la reputazione dell’azienda in tutta la Cina, viene trasmessa dal Wall Street Journal. Il governo cinese punta il dito contro le telecamere esterne dell’auto che, secondo i tecnici, sono capaci di registrare e archiviare i filmati. La preoccupazione del governo è che questi filmati possano arrivare al governo degli Stati Uniti che li utilizzerebbe per secondi fini politici. 

E la lista di accuse non si ferma qui, l’articolo parla anche della possibilità che Tesla rubi informazioni dagli smartphone collegati al sistema dell’auto. Accuse più che futuristiche e, per quanto ne sappiamo, infondate. 

Tesla Model 3 Bandita del governo cinese

Ecco da dove nasce il divieto dell’utilizzo dell’auto Tesla, la più elettrica del mercato, per militari e ufficiali del governo cinese. Chi ne ha già una e non possiede alternative per recarsi sul luogo di lavoro dovrà parcheggiarla all’esterno dei complessi dove si trovano gli uffici amministrativi, che potrebbero lasciar sfuggire dati “sensibili”. E per sensibili si intende anche solo la posizione geografica degli edifici

Effetti dello scontro tra USA e Cina

Eppure non importa che l’accusa sia fondata o meno, molti analisti vedono questo evento come conseguenza diretta dello scontro commerciale e politico che da anni intercorre tra Cina e USA. Sembra che la questione Tesla sia stata tirata in ballo dai segretari Cinesi proprio durante il vertice Anchorage, a cui hanno partecipato entrambi gli stati.

Ci sembra quasi di vivere un deja-vu pensando a quando è stata l’America a bloccare la vendita di prodotti Huawei proprio perchè “minacciavano la sicurezza del paese”. Di questo passo questo scambio di accuse non avrà una fine. 

Elon Musk dice la sua: “Non ho spiato nessuno”

In sua difesa Elon Musk tenta di chiarire la posizione dell’azienda in vece di tecnico direttore, intervenendo in video diretta in occasione dell’evento China Development Forum 2021, che si è tenuto proprio a Pechino. 

Il “technoking” di Tesla, come lui stesso ama definirsi, ha dichiarato che se davvero Tesla usasse le auto per spiare qualsiasi governo sarebbe già chiusa e che non solo sarebbe un reato, ma non avrebbe nessun risvolto positivo sul business.

I Cinesi non hanno paura delle spie, vendite da record per Tesla

La scelta, a livello economico, è abbastanza contraddittoria perchè è proprio in Cina che il produttore di auto elettriche in questione ha avuto largo margine d’azione sul mercato. Nell’ultimo anno infatti la popolarità di Tesla ha raggiunto grandi livelli nel paese asiatico proprio grazie alla libertà di espressione che le è stata concessa.

Ed è proprio la Cina che, producendo veicoli, ha permesso all’azienda di venderne 500 mila in un solo anno. La fabbrica che se ne occupa si trova a Shanghai e da lì sono partite ben 140mila vetture, un quinto del totale e tre volte più delle auto prodotte nel 2019.

La sicurezza prima di tutto, anche quella tecnologica

A questo punto la domanda sorge spontanea: come si comporterà Musk per reagire a questa accusa? Sarà costretta a ridurre la produzione? O al contrario guadagnerà notorietà in tutto il paese? 

Non possiamo essere sicuri che queste auto siano un rischio, ma non possiamo nemmeno dare per scontato che tutto sia sicuro. Il progresso tecnologico è un processo globale, per cui con l’aumento delle tecnologie è necessario aumentare anche la sicurezza e i protocolli di Cybersecurity. Non che l’Europa si senta minacciata, anzi, da noi Tesla sta facendo davvero un ottimo lavoro.

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