Dal primo passo sulla Luna al lancio Starlink per internet. – Vivere Smart

Dal primo passo sulla Luna al lancio Starlink per internet.

Il 20 Luglio del 1969 alle ore 20:17, l’astronauta Armstrong fece, per la prima volta nella storia, il primo passo sul suolo lunare. Armstrong e i suoi compagni Buzz Aldrin e Michael Collins fecero parte della prima missione che li portò a camminare sulla Luna, in poche ore raccolsero 21,5 kg di materiale lunare da analizzare e tornarono sulla Terra.

Cos’è Starlink?

Il 24 maggio 2020 l’azienda di Elon Musk, ovvero SpaceX ha mandato in orbita ben 60 satelliti di Starlink.
Questi 60 satelliti sono programmati per permettere di accedere alla copertura internet a banda larga su scala planetaria e di poterla utilizzare ovunque, anche dagli oceani, in alta montagna o nelle zone rurali.
Dopo due fallimenti, alle prime luci dell’alba del 24 maggio 2020 il Falcon 9 è decollato senza problemi portando con se i satelliti Starlink.

  • Il primo stadio è atterrato su OCISLY, nell’oceano atlantico
  • Il secondo stadio, invece, si è diretto subito verso l’orbita e ha rilasciato il proprio carico, contenente i satelliti, in pochissimo tempo.

Tutto ciò ha permesso alla missione Falcon 9 di concludersi con successo.

Come funziona in orbita?

I satelliti rilasciati in orbita sono scivolati via senza nessuna spinta, senza una rotta. Una volta “liberi” hanno aperto i pannelli solari, controllato l’orbita e calcolato i 550 km di quota necessari per posizionarsi correttamente.
Ogni satellite ha un peso di 227 kg, decisamente più leggero dei normali satelliti di telecomunicazione, questo perché è essenziale riuscire ad inviare il numero più elevato possibile in un singolo lancio. Inoltre tutti i satelliti sono dotati di un motore a propulsione elettrica a ioni di kripton permettendo così di abbattere i costi fino al 90% in meno rispetto allo xenon.

Sistema di comunicazione.

Per quanto riguarda il sistema di comunicazione radio utilizzato dai satelliti, si tratta di puntare il segnale sfruttando la fase multipolare per direzionare il fronte d’onda verso l’obbiettivo scelto.
In questo modo si diminuisce la massa totale del satellite e sopratutto si eliminano i meccanismi di rotazione, complici di deterioramento dal tempo.

Innovazione con Starlink.

Starlink non è l’unico prototipo creato per questo utilizzo, ce ne sono vari e con diverse caratteristiche che da molti anni a questa parte competono sul mercato, alcuni hanno già provveduto alla spedizione di prototipi in orbita, altri invece sono ancora in fase di progettazione.
In questo momento SpaseX ha il numero maggiore di satelliti attualmente in orbita.
Per poter arrivare al passo successivo, cioè fornire un servizio clienti, l’azienda di Elon Musk deve provvedere a spedire almeno 400 satelliti per i primi test e 800 per la fase con un livello di servizio accettabile.

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