Elezioni Usa 2020, Trump punta il dito verso i media: “Tutto falso!” – Vivere Smart

Elezioni Usa 2020, Trump punta il dito verso i media: “Tutto falso!”

Le forti accuse di frode da parte di Trump nei confronti della campagna elettorale di Biden hanno scatenato il caos. Il ministro della giustizia William Barr ha aperto un fascicolo di indagine per il caso.

Trump contro tutti, ha ragione?

Nonostante i funzionari di 45 Stati considerino le accuse di Trump infondate, lui continua imperterrito nella sua campagna di diffamazione. Ha infatti twittato più e più volte inneggiando all’inganno, come in questo post:

L’attenzione del (ex) presidente si concentra sui media, resi responsabili di pubblicare sondaggi falsati. Secondo Trump infatti Abc e Washington Post hanno causato la (a suo parere illegittima) “Suppression Poll” prima delle elezioni, con il conseguente calo di 17 punti in Winsconsin a suo parere non veritiero. Cosa è il Suppression Poll? La pratica di scoraggiare gli elettori o di impedirne il voto. 

Le dichiarazioni dei funzionari lo smentiscono

Ma i media non accettano queste violentissime accuse e rispondono a tono. Sono tantissimi i funzionari di stato che hanno rilasciato le loro dichiarazioni al New York Times, dissentendo qualsiasi teoria Trumpiana. 

Frank LaRose, repubblicano dell’Ohio, pensa che ci siano davvero troppi dubbi su queste elezioni, puro frutto della mente umana. 

Dalla Pennsylvania arriva l’opinione di Rudolph Giuliani, che considera la situazione  preoccupante e chiede elezioni corrette.

Per il democratico Josh Shapiro, responsabile dell’ufficio Attorney General, è rischioso continuare ad emanare attacchi falsi.

Steven Simon, segretario di stato del Minnesota, non ci sono precedenti di presidenti che contestino il conteggio e che non ci siano frodi in atto. 

Addirittura, il portavoce del segretario di stato del Kansas, ha ammesso che il governo è abbastanza soddisfatto della grande organizzazione mantenuta per tutto il periodo elettorale. 

Ma il Texas è pro o contro Trump?

Purtroppo gli agenti del New York Times non hanno ricevuto risposta da nessun responsabile del Texas. Per cui solo 45 stati hanno espresso la loro posizione a riguardo, gli altri 4 sono stati rappresentati nei commenti sotto ai Tweet di Trump. Anche se secondo la testata Harris in Texas sono stati riferiti solo “Problemi di organizzazione minori”.

Testa a testa alla Camera, chi vincerà?

Intanto alla camera le cose restano stabili, i democratici confermano la loro posizione per i prossimi due anni. Controlleranno almeno 218 seggi confermando anche le previsioni dei media all’indomani delle elezioni. Da questo momento avranno diretto controllo alla casa bianca per 4 anni consecutivi (è la seconda volta dal 1995, quando i repubblicani interruppero il dominio democratico quarantennale). Intanto i repubblicani prendono campo con 232 seggi conquistati, il che potrebbe causare una decina di scranni.

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