Elon Musk: farà camminare i tetraplegici, novità sul Neuralink – Vivere Smart

Elon Musk: farà camminare i tetraplegici, novità sul Neuralink

Elon Musk dopo averci portato nello spazio con i suoi missili è pronto a oltrepassare i muri del nostro cervello, letteralmente. Ha investito nella creazione dei sensori di Neuralink, la sua società d’intelligenza artificiale fondata ben quattro anni fa a San Francisco.

I tempi diventano sempre più corti, ecco cosa è il Neuralink

Per tradurre i suoi pensieri in una lingua a noi comprensibile Elon Musk ha definito il suo nuovo meccanismo come un Fitbit, che possa registrare tutti i dati fisici e i parametri della salute di un utente. L’unica differenza sta nel posto, mentre i Fitbit si portano al braccio questo sarà messo direttamente a contatto con il cranio. Questa piccola macchina sarà dotata di filamenti capaci di rilasciare piccole scosse elettriche che permettano la modifica del funzionamento cerebrale stimolando i neuroni, i dati saranno poi trasferiti ad applicazioni apposite direttamente sul cellulare del paziente.

A rappresentare una certa novità non sono le interfacce cervello-computer, bensì lo è la loro dimensione e capacità. Sono infatti componenti super preformanti ma anche estremamente piccole che potrebbero essere impiantate senza l’uso dell’anestesia. Per velocizzare i processi di testing la società ha richiesto (e ottenuto) una corsia preferenziale alla Food and Drug Adinitratin che ha riconosciuto il valore straordinari di questo progetto. Potrà quindi procedere senza intoppi burocratici, anche se dovrà fare particolare attenzione al rispettare le imposizioni della FDA, un organo molto serio e severo.

I primi test permessi avvengono sugli animali, e funzionano

Durante questi anni vari teams di esperti nel campo hanno lavorato alla realizzazione di questi sensori ultramoderni che, se soddisfaranno le aspettative, permetteranno la cura rapida e veloce di moltissime malattie celebrali.
Il sensore di cui parliamo ha le dimensioni di una moneta e i processi per la sua produzione sono così avanzati che potrebbe essere inserito nella scatola cranica di un essere umano già da ora.

Questo però sarebbe un azzardo, così in questi mesi l’agenzia sta portando avanti le sperimentazioni sugli animali e i primi “fortunati” sono stati due maiali: Gertrude e Dorothy. La prima in particolare è stata protagonista dell’esperimento evento, ha ricevuto l’ultima versione dell’interfaccia Neuralink rappresentata da un microprocessore in grado di leggere i segnali elettrici del cervello.

Questo chip, detto N1, è formato da piccoli elettrodi connessi alla superficie del cervello e, tramite un sistema di trasmissione wireless, ne consenta la connessione a computer e altri dispositivi. Insomma, questa tecnologia futuristica funziona, ha permesso di registrare le variazioni di quantità energetica quando Gertrude è stata sottoposta a vari stimoli esterni come il cibo o i suoi giochini preferiti.

I tempi sono lunghi, troppo poco personale all’opera

Non è però certo che questa tecnologia funzioni, l’unica cosa che sappiamo è che per avere delle conferme serviranno ancora molti anni. Intanto Musk sta promuovendo vari eventi per cercare menti brillanti che possano aiutarlo nella realizzazione dell suo progetto, al quale al momento lavorano solo 100 persone, ma che un giorno potrebbero essere 10mila secondo ciò che dice la grande mente futuristica del suo fondatore. Alcune indiscrezioni fanno sapere che Musk è così pignolo che il suo staff continua a scappare, basti pensare che solo 2 dei 100 dipendenti appartengono all’equipe che ha fondato il progetto

Quali sono gli obiettivi del progetto

Di sicuro parliamo di uno dei progetti più ambiziosi della storia, non per niente il suo fondatore Musk è colui che porterà l’uomo sulla luna. Lui infatti spera che questa tecnologia, se perfezionata in modo rapido ed efficace, consenta la cura di qualsiasi disturbo dipendente da falle nel sistema elettrico del cervello. A sua detta questo chip potrebbe permettere di camminare ai paraplegici, di vedere ai ciechi, di fermare la perdita di memoria dei malati di Alzheimer, agli insonni di dormire e i curare chiunque dalle dipendenze.

Per l’imprenditore sudamericano l’obbiettivo principale è che questo strumento sia economico e accessibile a chiunque ne abbia bisogno, secondo lui il cervello umano è destinato a entrare in simbiosi con la tecnologia per affrontare senza troppe sofferenza la vecchiaia e la malattia.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.