Google dice no alle licenze su dispositivi Huawei – Vivere Smart

Google dice no alle licenze su dispositivi Huawei

Google dice no alle licenze su dispositivi huawei

Durante gli ultimi mesi le vicende che vedono protagoniste due delle aziende più famose del mondo tecnologico  hanno tenuto migliaia di loro clienti col fiato sospeso, in attesa di chiarimenti e direttiva. Stiamo parlando di Google e Huawei, che da ormai quasi un anno si trovano in un limbo insidioso tra licenze e permessi che attendono o provano ad ottenere.

A partire da maggio del 2020 la notizia si è fatta ufficale: huawei non beneficierà più dei servizi GMS (google mobile services). Questo, al contrario del malcontento che dilaga tra gli utenti, non è assolutamente dipeso dalle scelte commerciali della Google, bensì si tratta di una questione prettamente politica imposta alla grande azienda dal governo Trump degli Stati Uniti, il quale ha stipulato la Entity List, una lista di aziende soggette a specifice restrizioni riguardo alle proprie licenze determinate secondo le EAR (Export Administration Regulations). Approfondiamo adesso questo “nuovo” documento secondo le istruzioni della BIS (Bureau of Industry and Security) prendendo conoscenza dei limit oiche essa impone a tutte le aziende ed in particolare alla Huawei.

Cosa è l’Entity List?

Questa lista altro non è che un elenco di aziende alle quali vengono assegnati dei permessi per importare, esportare e vendere prodotti all’interno degli Stati Uniti. Quando si vuole importare un prodotto è infatti necessario controllare se l’azienda destinataria sia in possesso dei permessi per ricevere quel determinato elemento, anche se al contrario l’azienda in territorio americano dovesse avere i permessi per esportare verso l’azienda mittente. La BIS valuta i permessi applicati ad ogni azienda secondo la colonna “Licence Review Policy” sulla Entity List, a seconda delle particolari situazioni. Nel caso di Google e Huawei entrambe si trovano sulla lista, infatti la prima è soggetta a restrizioni in uscita essendo un’azienda americana, la seconda è invece è limitata in ingresso poiché considerata “poco sicura riguardo al trattamento di dati nazionali”.

Perchè Huawei ne fa parte?

Nonostante quindi il colosso cinese non rispetti i canoni richiesti dagli USA il BIS gli ha concesso un permesso temporaneo in modo che possa continuare ad emettere i propri servizi ai clienti americani che senza resterebbero isolati dal resto della nazione. L’azienda sarà però costantemente monitorata per “evitare innovazioni che possano mettere al rischio la sicurezza del paese”, questo perchè secondo quanto rilasciato dal dipartimento di sicurezza americano Huawei ha intrapreso delle attività contrarie al piano di sicurezza americano e agli interessi politi esteri, violando il patto di emergenza economica internazionale (IEEPA) non rilasciando dati necessari all’analisi dei servizi finanziari Iraniani, ostruendo le indagini riguardo ad attività illecite verso il paese.

Huaewi non abbandona i propri clienti

Il conflitto non ha però fermato del tutto l’azienda cinese, che di suo canto ha dato valide alternative ai suoi nuovi clienti assicurando che anche senza il supporto tecnico di Google sarà capace di auto reggersi e di continuare ad offrire i propri servizi, mentre chi è già in possesso di lor prodotti potrà ancora usufruire dei loro servizi grazie alla licenza temporanea concessa dal BIS. Infatti da qualche mese non è più sotto GMS bensì si affida alla propria gestione tramite HMS (Huawei Mobile Services). Ciò che più ha preoccupato fino ad ora gli utenti è il dubbio di poter ancora scaricare tranquillamente applicazioni anche senza l’accesso al PlayStore di Google, la risposta è sì: Huawei ha infatti messo a disposizione dei clienti la nuova AppGallery, rispettabile sostituta della sua gemella appartenente alla controparte che permetterà di entrare in possesso delle applicazioni più famose come whatsapp, facebook ed instagram. Al momento HMS gira sulla versione AOSP di Android ma anche questo cambierà dato che anche il sistema operativo potrebbe abbandonarla, per questo ha pensato ad un degno piano B: un sistema operativo tutto nuovo pronto a sostituire il più famoso, Android, si chiamerà HarmonyOS. Questo sarebbe un duro colpo ed una svolta davvero significativa per aziende come Google ed Apple che vedrebbero aggiungersi al mercato della tecnologia un nuovo sistema operativo in competizione con i propri, arriverebbero ad essere quindi 3 le opzioni tra cui scegliere ed in più Google perderebbe il 15% degli utenti Android che posseggono telefoni della nota marca cinese, ritrovandosi per propria mano con grandi perdite economiche. Intanto per qualsiasi dubbio che gli utenti possano giustamente nutrire Huawei ha aperto una utilissima pagina FAQ sul proprio sito che con pochissime parole renda chiaro a cosa gli utenti che domani compreranno a loro maschio possano andare incontro, in attesa che tutto cambi.

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