Intervista a Gabriele Dimaggio, a soli 13 anni padroneggia la fisica universitaria

In un’era in cui la scuola è accessibile più o meno a tutti, ci sono ragazzi che hanno grande voglia di evadere dagli schemi costrittivi del sistema scolastico e che, piuttosto che seguirlo, preferiscono fondare tutta la loro vita sui propri talenti. Parliamo di ragazzi con enormi capacità scientifiche o artistiche, ed in particolare oggi vi parliamo di Gabriele Dimaggio, giovanissimo studente pugliese che nel corso della sua (ancora) breve vita ha dedicato ore ed ore allo studio della fisica e della matematica.

Intervista al piccolo genio della matematica

Il suo metodo divulgativo approfondito e dettagliato ha attirato l’attenzione di professori e studenti universitari, scatenando un vero e proprio fenomeno sociale sul web, dove migliaia di persone lo seguono con la speranza di comprendere come una mente così giovane riesca a capire concetti intrinsechi della scienza del mondo. Ma senza indugiare oltre, diamo la parola al diretto interessato, Gabriele, che abbiamo intervistato tramite Skype (nel rispetto delle norme di protezione per il Covid).

“Allora Gabriele, raccontaci un poco di te!”

Intanto davvero grazie per avermi contattato! Io sono Gabriele Dimaggio, ho 13 anni e frequento la terza media. Ho iniziato ad approfondire concetti matematici quando avevo più o meno 8 anni, e poi più in là ho iniziato ad interessarmi anche di fisica

“A proposito di questo tuo talento, come è nato l’approccio con queste materie?”

Ho iniziato ad interessarmi di questa materia quando, in seconda elementare, in classe abbiamo cominciato a parare della creazione dell’universo e di conseguenza del Big Bang, e iniziai a chiedermi come un’esplosione avesse potuto creare tutto. In terza elementare invece ho iniziato a seguire la serie “Genius” su National Geographic, che narrava della vita di Einstein, e da lì ho iniziato a vedere i fisici sotto un altro aspetto. Da quel momento ho capito che avrei voluto studiare fisica, ma chiaramente a soli 8 anni non capivo molto di quello che studiò Einstein, il che mi faceva quasi rabbia.

Ho iniziato a leggere libri divulgativi a partire dal libro “L’universo Elegante” che tratta i temi dello stringhismo, successivamente tramite mio padre (un ingegnere chimico) ho iniziato a studiare altri libri. Dopo un anno i libri non mi saziavano più e volevo iniziare a studiare fisica, una cosa abbastanza difficile non avendo alcuna base matematica. Così ho intrapreso studi di matematica a partire dal programma delle medie, studiando da internet e creando dei quaderni di appunti molto ordinati da cui adesso posso attingere per studiare. Questo lo devo soprattutto a mia madre, che mi ha seguito sin da piccolo, ed in generale ringrazio sempre i miei genitori che non mi hanno mai posto barriere e mi hanno sempre permesso di esprimere i miei interessi e le mie passioni senza soffocarmi.

“Quindi spendi la maggior parte del tuo tempo studiando, consideri queste materie degli hobby?”

No, non penso siano degli Hobby, quelli possono essere la letteratura o il latino, ma la matematica e la fisica sono il mio scopo e mi rendono felice tra le tante cose.

“Quindi hai molti altri interessi, quali sono nella tua vita i tuoi passatempo?”

Ho sempre praticato sport, in particolare nuoto, e ad undici anni ho iniziato a suonare il piano scoprendo una grande passione per la musica. Poi circa un anno fa ho iniziato a praticare Calisthenics, uno sport atletico, ed amo passare il mio tempo risolvendo i Cubi di Rubik o giocando a scacchi, anche se a livello amatoriale.

“Tornando ai tuoi studi, come hai trovato un equilibrio tra ciò che studiavi a scuola e i tuoi studi indipendenti?”

Io ovviamente andavo molto più velocemente rispetto al mio programma scolastico, questo perché la scuola non fornisce nozioni abbastanza approfondite nonostante tutti possiamo essere capaci di imparare ad una certa velocità. La scuola, dato che impartisce concetti da moltissime materie deve seguire un ritmo adatto a tutti. Mi piace andare a scuola, anche se ogni tanto mi annoio. Molti mi chiedono “Ma non sei triste di non poter frequentare l’università?” ma io sono felice così.

“Sempre parlando di scuola, i tuoi professori come prendono questa tua passione?”

Loro ne sono da sempre a conoscenza, anche se alle elementari non era una cosa molto apprezzata da compagi e maestre, che hanno sviluppato una certa antipatia nei miei confronti. Alle medie invece questa cosa è stata ben accolta anche se molti professori ignorano proprio questa mia passione, soprattutto la mia insegnante di italiano che dice che dovrei proteggere questa mia passione.

“Adesso che stai studiando argomenti di Fisica Magistrale, hai intenzione di abbreviare il tuo percorso per iscriverti al più presto all’università o comunque frequenterai i 5 anni regolari?”

In Italia purtroppo non è possibile saltare più del quinto anno di liceo, altrimenti dovrei spostarmi all’estero. Un professore del liceo di mia conoscenza ha seguito mi zia nei suoi studi, quando l’ho incontrato ho iniziato a seguire lezioni da parte sua e mi ha consigliato di tentar l’esame per entrare in anticipo al politecnico di Zurigo. Mi piacerebbe ma è anche importante la formazione scolastica, con tutti i suoi pro e i contro. Studiare fisica da autodidatta non è come studiarla in una facoltà, per questo vorrei seguire un percorso che mi insegni il metodo di studio di gruppo essenziale della fisica.

“Parlavi di studi all’estero, conosci bene le lingue?”

Per questo devo ringraziare mio padre che conosce molto bene la lingua, grazie a lui sin da piccolo ho guardato cartoni in inglese per riuscire ad imparare la pronuncia. In quinta elementare ho iniziato a seguire dei corsi di lingua e tra qualche mese farò il test per la certificazione. In generale preferisco parlare più l’inglese che l’italiano e comunque le pubblicazioni scientifiche in inglese sono molte di più.

“L’idea di andare all’estero ti spaventa?”

Io sono molto legato alla mia famiglia, quindi non so come reagirei. Però mi piacerebbe molto visitare il Cern anche se preferirei farlo con la mia famiglia, con la speranza di lavorarci un giorno.

“Parlando dei tuoi genitori, come hanno preso la tua grande passione in seconda elementare?”

Loro erano molto sorpresi e credevano fosse una fase momentanea, poi in realtà questa fase non è passata. Ho iniziato a rubare i libri dalla libreria di mio padre (ingegnere chimico), a mia madre dispiace molto l’idea che io non possa saltare la scuola e per questo mi ha messo in contatto con il professore di cui ho parlato prima. Grazie a loro ho conosciuto il professore Mussardo, grande fisico della teoria dei campi.

“In cosa vorresti specializzarti e quali sono i tuoi progetti futuri?”

Se Dio vuole vorrei specializzarmi in teoria delle stringhe e quantum gravity, sin da quando ho letto il libro di Brian Greene e per la quale mi sono innamorato. Poi mi piacerebbe riuscire ad appassionare la gente riguardo alla fisica e alla matematica, ho recentemente aperto dei canali Telegram per la risoluzione dei problemi e per il dibattito costruttivo. Spero, in futuro, che il mio canale cresca ma più che altro che la gente riesca a capire i concetti di cui parlo e per questo spero di essere un insegnante prima o poi, mentre adesso uso YouTube come mezzo per farlo.

Gabriele poi, con nostra grande sorpresa, si propone come grande credente dicendoci che:

può sembrare una contraddizione ma io credo molto nella fisica come nella religione, anche se a molti questo non è piaciuto. La religione e la fisica sono diverse, ma non penso che una possa esistere solo senza l’altra: la religione ci spiega come vivere, la fisica ci descrive il posto in cui lo facciamo. Mi sembra più contraddittoria la mia insicurezza a confronto dei miei studi piuttosto che la mia fede. Concludo dicendo che molti, magari tramite questa intervista, si appassioneranno alla matematica, e volevo rassicurarli raccontandogli che anche io ho avuto momenti di sconforto, in cui la mia autostima si è abbassata, ma tutto passa.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *