Nubi di Magellano: non è la gravità che le avvicina all’orbita della Via Lattea – Vivere Smart

Nubi di Magellano: non è la gravità che le avvicina all’orbita della Via Lattea

Nell’infinito universo, ad un passo dalla nostra galassia, orbitano due piccole formazioni celesti come se fossero satelliti della Via Lattea. Queste due piccole galassie sono le Nubi di Magellano, visibili ad occhio nudo dalla superficie terrestre. Prendono il nome del famoso navigatore poiché lui è stato il primo a parlarne nel resoconto della sua spedizione di circumnavigazione terrestre.

Alla scoperta di un piccolo e vicino universo

Le due nubi che formano il complesso di Magellano sono dette Grande Nube e Piccola Nube, e distano rispettivamente 157mila e 200mila anni luce dalla Terra. Le due formazioni sono legate tra loro e con la via lattea da dei ponti di idrogeno neutro e dalle loro stelle, questa connessione è detta corrente Magellanica. Pare che il flusso in questione si sia formato a causa di estreme forze presenti tra la nostra galassia e le sue satelliti, creando un flusso di materia definito Ponte Magellanico.

Via Lattea e Nubi di Magellano, simili ed opposte

Non è però possibile considerare Via Lattea e Nubi come facenti parte della stessa categoria, le nubi differiscono dalla Via lattea per due principali motivi:

  • la massa delle nubi di Magellano è composta da una percentuale più alta di elio ed idrogeno;
  • Le due piccole galassie sono povere di metalli, per cui le stelle che le compongono hanno una componente metallica pari allo 0,5 o 0,25 di quella del Sole;

E non è finita qui, anche tra le due Nubi ci sono palpabili differenze:

  • La Grande Nube di Magellano di dispone da est ad ovest, comprende la nebulosa Tarantola, che è la più grande di tutte le Nebulose di questo agglomerato di galassie ed è in attività stellare costante. Motivo per il quale la Grande Nube è particolarmente luminosa.
  • La Piccola Nube invece appare come una piccola e debole chiazza chiara, visibile solo in totale assenza di inquinamento luminoso. La sua parte più brillante è quella a nord mentre le sue nebulose si trovano a sud, si collega alla Via Lattea tramite l’ammasso globulare 47 Tucanae.

Dove e come è possibile osservare le scie, anche ad occhio nudo

Osservare entrambe le nubi è molto semplice, sono perfettamente visibili da tutto l’emisfero australe del nostro pianeta e perfettamente in linea con il 69esimo parallelo da sud. Nelle notti limpide si riconosce come una macchia chiara in un cielo scuro e stellato, nonostante sia abbastanza definita risulta più semplice vedere la Grande Nube, questo perché sua sorella minore si trova a qualche grado più a nord, per cui si riesce a vedere solo a nord dell’equatore. Per godere al massimo di questo spettacolo bisogna visitare città ce Sidney, Città del Capo e Rio de Janeiro, ubicate perfettamente per poter osservare le nostre galassie parenti.

Ipotesi stravolte: ecco il vero rapporto tra le Nubi e la nostra Galassia

Qualche anno fa un team di studiosi di Harvard hanno misurato la velocità radiale e il modo delle due galassie, quello che è risultato da questi studi ha dell’incredibile. Pare che vi sia una distorsione reciproca della Via Lattea e delle nubi di Magellano dovute alle interazioni gravitazionali tra le due. Infatti le velocità rilevate provano che il legame tra le galassie non è fisico, quindi fatto i matria, ma probabilmente dipende da dei sistemi di elettromagnetismo. Questa ipotesi è stata stravolta nel 2020, quando degli esperti americani hanno portato a termine uno studio che andava avanti da più di 50 anni, nei laboratori dell’università del Winsconsin.

Si è scoperto che attorno alle nubi è presente un’ampia corona di gas a loro protezione che a sua volta alimenta un flusso di materia che sembra definitivamente essere il ponte di collegamento alla nostra galassia. Il nuovo flusso, che è la spiegazione della Corrente Magellanica, si è intensificato e ha raggiunto una massa pari a un miliardo di Soli! L’ipotesi della gravità che spingeva e attraeva le galassie tra loro è stata quindi sostituita da questa enorme corrente di gas. Possiamo affermare che le due galassie siano praticamente entrate dentro l’orbita, ora si aspetta solo di capire l’origine di questo enorme flusso di gas attraverso i telescopi in grado di rilevarne i movimenti.

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